Dott.ssa Giusy Panarella - Psicologa Psicoterapeuta
Di cosa mi occupo
Mi occupo di ciò che fa soffrire, al di là della diagnosi.
Certamente per intenderci il riferimento a delle diagnosi può orientare, ma credo nella singolarità della soggettività.
L'etichetta è ciò che si mostra all'esterno, ma cosa c'è che non si vede dietro ciò che si vede?
QUELLA COSA CHE CHIAMANO "ANSIA"

QUELLA COSA CHE CHIAMANO "DEPRESSIONE"

QUELLA COSA CHE CHIAMANO "PROBLEMI SESSUALI"


I cosiddetti "disturbi d'ansia" indicano un'ampia sintomatologia che comprende manifestazioni fisiche (palpitazione, tremore, tensione, nausea) e cognitivo-comportamentali-emotive che possono condurre a evitare situazioni vissute come ansiogene oppure ad esperirle con grande difficoltà.
La cosiddetta "depressione" è un disturbo del tono dell'umore che può prevedere una perdita di interesse verso qualsivoglia attività, implicazioni vegetative quali disturbi del sonno (insonnia), dell'appetito (aumento o calo ponderale), astenia, sensi di colpa, svalutazione.
I "disturbi sessuali" possono comprendere tutte le forme che implicano un disagio nella sfera della sessualità (sia legata a condizioni fisiche non dovute a cause organiche sia legate al modo di esperire la sessualità, come nel caso di alcune parafilie che possono divenire invalidanti).
MA...
Quelle elencate a titolo esemplificativo sono nient'altro che manifestazioni di una condizione soggettiva specifica che non è etichettabile in una diagnosi. Il "sintomo" può essere simile da persona a persona, ma affinché possa essere sciolto è necessario dare voce alla propria storia di vita e reperirne le tracce originarie.
"Ho paura degli spazi affollati". Viene definita "agorafobia" e fa parte dei cosiddetti "disturbi d'ansia".
Qui la questione in gioco non è l'ansia in sé ma capire cosa si teme degli spazi affollati. Ad esempio, "temere l'impossibilità di scappare perché si è senza uscita". La questione allora diventa da chi è impossibile scappare, e dunque separarsi.
- "Non riesco a sostenere un rapporto sessuale".
La "virilità" spesso non ha a che fare con l'organo, bensì con una posizione soggettiva: autorizzarsi ad essere uomo. Questo potrebbe richiamare, ad esempio, conflitti e rivalità con un altro uomo dinanzi al quale il soggetto è persuaso di dover fare un passo indietro ...
